Un fronte anti-imperialista o il primo passo verso una internazionale marxista?
Sabato 21 novembre, al primo congresso straordinario del PSUV, alla presenza al congresso di 55 partiti di sinistra da 39 Paesi, è emerso il bisogno di formare una nuova internazionale marxista rivoluzionaria, alla quale ci si è riferiti come la Quinta Internazionale.
In questo articolo si riflette sulla necessità della ricostruzione di una internazionale che unisca il proletariato1 per la transizione al socialismo.
Il marxismo, oltre a essere per sua natura “internazionalista” nel programma, ha la necessità di essere internazionale nell’organizzazione.
A causa della crisi delle precedenti internazionali, il movimento marxista e comunista è in difficoltà, pagando la mancanza di una internazionale consolidata.
Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, nel discorso di apertura del 1° Congresso Straordinario del PSUV,2 ha dichiarato: “è giunto il momento di creare una V socialista internazionale, che unisca i movimenti progressisti e i partiti della sinistra del mondo, nella necessità storica di creare un forum socialista ideologico; meccanismo di indirizzo programmatico per rovesciare l’indebolito modello imperialista”, ossia un “coordinamento attivo delle lotte anticapitaliste a livello internazionale e delle esperienze di nuove forme economiche, sociali e politiche praticate, che mirano alla trasformazione socialista della società, contrastando il modello basato sulla proprietà privata e del profitto”. Se questa V internazionale diventerà effettivamente il centro di gravità di una lotta globale, capace di sostenere i movimenti antimperialisti, contrapporsi al sistema capitalista e creare l’alternativa del “socialismo del XXI secolo”, dipenderà non solo dall’elaborazione teorica e dal progetto storico che il socialismo del XXI secolo ha da offrire, ma dalla capacità dei partiti e dei movimenti rivoluzionari in America Latina e nel Mondo, di cogliere l’opportunità e partecipare attivamente. Infatti, nonostante la necessità di un progetto globale unitario alternativo al capitalismo del XXI secolo e di una elaborazione teorica condivisa, la reazione a questa proposta è stata variegata. La proposta della V internazionale non è stata quindi inserita nel documento conclusivo del Congresso.
Partiti quali il Partido Comunista de Venezuela (PCV) ritengono l’orizzonte di una società basata sul “socialismo del XXI secolo”, poco definito, e preferiscono un vago fronte antimperialista.
I rappresentanti dei maggiori partiti al governo nei paesi dell’ALBA hanno espresso il loro sostegno alla proposta, talvolta con entusiasmo.
Il vicepresidente del Salvador, Salvador Sánchez, del FMLN, ha dichiarato: “Stiamo per essere attori importanti per la V Internazionale. Non possiamo continuare ad attendere tutte le forze della sinistra. L’aspirazione dei popoli è di percorrere una strada diversa. Non dobbiamo esitare.”
L’italiano PRC considera la proposta di Chavez un’opportunità da non lasciar cadere; sarà compito dei soggetti coinvolti arricchire la proposta di progettualità e regole di democrazia interna. Il PRC ha aderito e partecipa al comitato organizzativo del percorso preparatorio discusso tra i partecipanti.
A margine del congresso è stata approvata una risoluzione per formare un comitato preparatorio che ha il compito di convocare una conferenza mondiale dei partiti di sinistra a Caracas nel mese di Aprile 2010, per discutere la formazione della V Internazionale. La risoluzione consente agli altri partiti ancora indecisi di discutere la proposta e eventualmente unirsi all’Internazionale in un momento successivo. La conferenza ha anche approvato l’“Impegno di Caracas” di “riaffermare la convinzione di costruire e conquistare il socialismo del XXI secolo, a fronte della crisi generalizzata del sistema capitalista globale”.
In un momento di egemonia culturale capitalista, un gruppo di paesi dell’America Latina, fino a pochi anni fa “cortile di casa” degli Stati Uniti – i paesi dell’ALBA – dichiarano esplicitamente di contrapporsi al capitalismo e di voler intraprendere il cammino verso il “socialismo del XXI secolo” proponendo la formazione della V Internazionale; è una opportunità da non lasciar cadere. Sta anche a noi partecipare, lavorare sulla teoria e sulla pratica. Il comunismo è nato storicamente come programma internazionale e come partito internazionale. Non c’è rifondazione di un’internazionale rivoluzionaria se non sulla base programmatica del marxismo rivoluzionario e di una sua necessaria evoluzione a fronte delle modificazioni economiche e tecnologiche del nuovo secolo.
In un periodo di devastazione politica e culturale, in una crisi periodica capitalista, la volontà di lotta delle nuove generazioni destinate a un futuro di competizione e precarietà perfino nei paesi più ricchi, si scontra inevitabilmente con la loro inesperienza, l’arretratezza della loro coscienza.
In un momento storico dove vi è una carenza di analisi teorica condivisa, di un progetto e un di fronte di lotta complessivo, la convocazione di una V Internazionale è un primo passo utile per la rifondazione comunista internazionale.
La proposta di Chavez è la costruzione di un’Internazionale nel quadro delle idee del socialismo marxista. Non si può pretendere che l’Internazionale che sta nascendo venga definita a priori come socialista del XXI secolo o comunista. In tal caso saremmo di fronte a un’operazione verticistica.
Non dobbiamo neppure aspettare fino a che tutti i potenziali partecipanti siano a priori d’accordo sulla natura e ordine del giorno. Il dibattito e la battaglia di idee si dovrà svolgere all’interno della nuova Internazionale. Sta a tutti noi trasformare questo primo passo in un’iniziativa di valore generale non specifico, dichiarare una battaglia contro il settarismo, la divisione nelle nostre file. Ricordiamoci che perfino la Prima Internazionale, guidata da Marx, era composita e includeva sindacalisti inglesi, radicali francesi e marxisti. Se si raggiungerà una convergenza ideologica fondamentalmente si formerà una internazionale rivoluzionaria marxista, una chiamata alle armi di tutti gli oppressi del mondo perché, oltre a non illuderci sul sistema capitalista, sappiamo che un altro mondo è possibile: il socialismo. Altrimenti l’Internazionale rimarrà come fronte internazionale anti-imperialista.
In entrambi i casi sarebbe un progresso rispetto alla situazione attuale.
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Le Internazionali in breve
La Prima Internazionale (formalmente l’Assemblea internazionale
dei lavoratori ) [1864-1876], fondata da Marx ed Engels, si costituisce nel 1864 a Londra dove manterrà la sede. Il primo congresso, alla presenza di delegazioni operaie francesi e inglesi e di uno sparuto gruppo di delegati di altri paesi, ha l’obiettivo di creare un legame internazionale tra i gruppi politici di sinistra e le organizzazioni dei lavoratori. L’Internazionale fu guidata, per un periodo, dallo stesso Marx e inizialmente vedeva unite le forze marxiste e anarchiche. Definisce come obiettivo la lotta contro il sistema capitalista, ponendosi obiettivi rivoluzionari e di classe, quali la socializzazione dei mezzi di produzione. La Prima Internazionale si pose anche obiettivi concreti per migliorare la condizione dei lavoratori, come la riduzione della giornata lavorativa a otto ore. Si scioglie il 15 Luglio 1876.
La Seconda Internazionale [1889-1914; 1951-…] si costituisce a Parigi nel 1889 come luogo di coordinamento fra i partiti socialisti e laburisti rivoluzionari, per convertirsi gradualmente nell’associazione dei partiti socialisti e socialdemocratici. Fin dai primi anni, pur non rinnegando le teorie marxiane e l’obiettivo di lungo periodo di creare una società senza classi, assume un indirizzo riformista privilegiando le battaglie per un programma riformista (suffragio universale e giornata lavorativa di otto ore). Sviluppa una politica antimilitarista e dichiara il 1º maggio come giornata dei lavoratori. La Seconda Internazionale richiede che i sindacati siano indipendenti dai partiti e che invece di partecipare attivamente al processo di trasformazione sociale debbano dedicarsi esclusivamente alla conquista di vantaggi economici immediati per i lavoratori. Si scioglie nel 1914, a seguito dei dissidi fra socialdemocratici tedeschi e francesi in seguito al sostegno ai crediti richiesti dai loro governi per affrontare la Prima Guerra Mondiale.
Nel 1951 si rifonda al congresso di Francoforte come Internazionale Socialista [1951-…] e Laburista. Attualmente comprende più di 170 partiti socialisti e socialdemocratici, al potere in numerosi paesi.
La Terza internazionale, o Internazionale comunista [1919-1943], o Comintern, ovvero l’organizzazione internazionale dei partiti comunisti viene fondata nel 1919 a Mosca, dove avrà la sede e il comitato esecutivo permanente. Fondata per iniziativa dei bolscevichi, egemonizzata dal partito Comunista Sovietico, ebbe lo scopo di diffondere la rivoluzione internazionale, sostenere il governo sovietico e favorire la formazione di partiti comunisti in tutto il mondo. Nel periodo fra le due guerre mondiali, molti quadri dei partiti comunisti vennero formati a Mosca. Vede lo scontro fra la teoria di Stalin della possibilità del socialismo in un’unica nazione, con la teoria di Trozkij della Rivoluzione Permanente che sostiene come il capitalismo sia un sistema mondiale e vi sia la necessità di una rivoluzione mondiale per fare affermare il socialismo. Le posizioni di Trozkij predominano fino al 1924, quando gli stalinisti hanno il sopravvento. Nel 1943, per rafforzare l’alleanza bellica con gli alleati angloamericani contro la Germania nazista, la Terza Internazionale decreta il suo autoscioglimento.
La Quarta Internazionale [1938-…] organizzazione internazionale del movimento operaio e dei lavoratori. Fondata a Parigi nel 1938 da Leone Trotsky come “partito mondiale della rivoluzione socialista”, con un programma leninista ortodosso. Non riuscì ad avere un radicamento di massa e solo temporaneamente e in singoli paesi la Quarta Internazionale ebbe un significato non marginale.
La Quinta Internazionale [2010-…], proposta da Chavez a Caracas con l’appoggio dei movimenti socialisti e comunisti dell’America Latina, ha l’ambizione di raccogliere il filo ininterrotto fino ad oggi, per salvare e fare evolvere ciò che è stato rivoluzionario in tutte le precedenti Internazionali. Dalle idee di Marx sul ruolo e l’organizzazione della classe operaia, sollevate nella Prima Internazionale; i postulati di una giovane Rosa Luxemburg e Lenin alla Seconda Conferenza Internazionale; le idee della rivoluzione socialista mondiale nella Terza Internazionale, la rivoluzione permanente nella Quarta Internazionale.
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Nei paesi dell’ALBA i movimenti di liberazione, socialisti, libertari e indigeni hanno l’egemonia culturale (a differenza di quanto avviene in Europa). A mio parere vi e’ la concreta speranza che si possa formare un gruppo di paesi che evolvano verso il “socialismo del XXI secolo”.
Come esempio, un ottimo articolo sulla Bolivia Socialista e Libertaria da Liberazione http://www.aurorainrete.org/wp/wp-docs/RM3101-MON01-7.pdf
I nostri partiti comunisti PRC e PdCI hanno dichiarato la propria adesione a questo processo costituente della V Internazionale: vedi articolo in http://www.controlacrisi.org/joomla/politica/nasce-la-v-internazionale-dal-venezuela-di-chavez.-prc-e-pdci-aderiscono.html
L’internazionalismo è un elemento essenziale e irrinunciabile di qualunque movimento comunista e socialista, e anche solo di sinistra progressista e di vero cambiamento rivoluzionario. Il socialismo per una società migliore, dove si abolisca lo sfruttamento delle persone sulle persone e sulla natura, dove ci sia il controllo pubblico – da parte delle comunità – delle risorse naturali, produttive e di servizi essenziali per metterli al servizio della comunità e non di ristrette élites di potere, dove tutti possano vivere bene in dignità, ecco, una società così, la lotta per creare questo tipo di società, non può che essere internazionalista: non hanno senso discorsi nazionalisti o ristretti a determinate aree, perché non avrebbero viabilità e sostenibilità.
Benissimo quindi queste iniziative per coordinare e riunire le diverse organizzazioni e movimenti di rivoluzione e liberazione, ciascuno con le proprie differenze e specificità ideologiche e locali, ma tutti insieme con gli stessi obiettivi.