/** * RECENSIONI: Vladimiro Giacchè: Karl Marx, Il Capitalismo e la Crisi */

1521 RECENSIONI: Vladimiro Giacchè: Karl Marx, Il Capitalismo e la Crisi

by rgaltieri on 26/01/2010 · 1 comment

in Marxismo, Recensioni, nr.15

Nonostante l’enorme pubblicistica su Marx questo nuova fatica  di Vladimiro Giacché è molto utile, importante e meritoria.  Utile perché propone in unico ambito, gli scritti di Marx sulla  crisi. Importante perché rammenta a tutti gli orfani del pensiero,  ai ciarlatani, ai pennivendoli e a tutta l’a-sinistra i principi della  scienza marxista nell’analisi del capitalismo, e segnatamente, delle  sue crisi. Crisi di cui tanto si straparla da un paio di anni e anche  nell’asinistra con aff ermazioni false, sciocche e dissennate. Il libro  di Giacché ci riporta alla realtà concreta: la crisi è congenita al  capitalismo, come la libera concorrenza al monopolio: è una delle  tante contraddizioni insite nel e del capitalismo. Contraddizioni  senza le quali esso perirebbe. La verità è che sulla crisi attuale  Marx ci dice di più di molti economisti alla moda. Può farlo  perché rovescia gli assunti della teoria economica dominante. Per  Marx la crisi non è un infortunio del nostro sistema economico,  ma il prodotto necessario delle sue leggi di funzionamento più  elementari. Del modo in cui nella nostra società sono ripartite  la proprietà e la ricchezza, del modo in cui si scambiano le merci  e si adopera il denaro. È questo modo radicale di aff rontare il  problema che rende così attuale il pensiero di Marx. Questo  libro è meritorio in quanto il lavoro dell’autore non si limita a  riproporre i testi di Marx sulla crisi, ma ne ripropone tradotti di  inediti, in italiano. Una traduzione accurata, importante, che ci  riporta al modo di scrivere e pensare di Karl; la piacevolezza di una  lettura che stimola i neuroni a connessioni ed analisi  dell’oggi e del domani. Non da ultimo va sottolineata  spiegazione. C’è la riproposizione dell’importanza e  della necessita dell’utilizzazione del concetto della  caduta tendenziale del saggio di profi tto nell’analisi  contemporanea.

Va ringraziato Vladimiro Giacché per questo  eccellente lavoro e il modo marxianamente concreto  di ringraziarlo è leggere ogni pagina di questo libro,  ridiff ondere il pensiero di Karl Marx ed analizzare le  nostre realtà alla luce della rilettura marxista della  realtà concreta.

Per essere marxiani fi no in fondo, dobbiamo  concludere aff ermando che la contraddizione  dell’oggi e dello ieri, ovvero dell’analisi storicamente  determinata della crisi attuale tramite la  ri-lettura dei vecchi testi di Marx è solo apparente.  Poiché l’analisi della realtà storicamente determinata  si basa sull’analisi del capitalismo quale  sistema e quale sistema in divenire.

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un assaggio del libro…

Premessa

Immaginiamo di incontrare un tipo che fa discorsi strani.  Che dice che la crisi non è un’eccezione, ma la norma.  Che questa crisi non è stata causata né da qualche  speculatore troppo avido, né da qualche proprietario di  casa troppo credulone. E neppure dalla nuova casta dei  banchieri, dai governatori delle banche centrali e dagli  analisti delle società di rating. E non perché tutti costoro  siano innocenti, ma per un motivo più profondo. Perché  la crisi non è un infortunio del nostro sistema economico,  ma il prodotto delle sue leggi di funzionamento più  elementari. Del modo in cui nella nostra società sono  ripartite la proprietà e la ricchezza, si scambiano le  merci e si adopera il denaro.

Immaginiamo che questo tizio, sfruttando il nostro  sconcerto, si faccia sempre più insolente. E affermi che la crisi non solo non è un problema per il sistema, ma è il  solo modo attraverso cui il sistema può risolvere i propri  problemi, e riprendere a funzionare senza intoppi. Anche se comunque il suo funzionamento regolare è soltanto  una tregua, più o meno breve, prima della prossima crisi.

Immaginiamo di superare il fastidio e l’imbarazzo, e  di chiedergli chi gli dia il  diritto di raccontarci tutte  queste sciocchezze. E che lui  ci risponda che tutto questo  l’ha inteso, dimostrato e scritto  in prima persona. Osservando  le crisi di 150 anni fa e  scrivendone su un quotidiano  degli Stati Uniti, dopo essere  stato espulso per attività  sovversive da Germania, Belgio e  Francia. E poi chiuso a studiare  nella British Library di Londra,  o a scrivere nella sua casa  traboccante di libri e assediata  dai creditori. Chiunque non dia  per scontato che questo tipo sia  un folle potrà trovare qualcosa di  interessante in questo libro.

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{ 1 comment }

1 MarioGC 31/01/2010 alle 23:43

Un ottimo e interessantissimo lavoro che fa il paio con un altro lavoro recente, di Domenico Moro, il “Nuovo compendio del Capitale”: Marx da ieri per l’oggi e per il domani. Perché non si tratta di essere dogmatici e seguire alla lettera ciò che si scrisse in un momento storico determinato, ma si devono trarre indicazioni e insegnamenti dai migliori maestri del passato che hanno già affrontato e spesso risolto dei problemi che sono sempre gli stessi e ci ritroviamo oggi.

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