Nonostante l’enorme pubblicistica su Marx questo nuova fatica di Vladimiro Giacché è molto utile, importante e meritoria. Utile perché propone in unico ambito, gli scritti di Marx sulla crisi. Importante perché rammenta a tutti gli orfani del pensiero, ai ciarlatani, ai pennivendoli e a tutta l’a-sinistra i principi della scienza marxista nell’analisi del capitalismo, e segnatamente, delle sue crisi. Crisi di cui tanto si straparla da un paio di anni e anche nell’asinistra con aff ermazioni false, sciocche e dissennate. Il libro di Giacché ci riporta alla realtà concreta: la crisi è congenita al capitalismo, come la libera concorrenza al monopolio: è una delle tante contraddizioni insite nel e del capitalismo. Contraddizioni senza le quali esso perirebbe. La verità è che sulla crisi attuale Marx ci dice di più di molti economisti alla moda. Può farlo perché rovescia gli assunti della teoria economica dominante. Per Marx la crisi non è un infortunio del nostro sistema economico, ma il prodotto necessario delle sue leggi di funzionamento più elementari. Del modo in cui nella nostra società sono ripartite la proprietà e la ricchezza, del modo in cui si scambiano le merci e si adopera il denaro. È questo modo radicale di aff rontare il problema che rende così attuale il pensiero di Marx. Questo libro è meritorio in quanto il lavoro dell’autore non si limita a riproporre i testi di Marx sulla crisi, ma ne ripropone tradotti di inediti, in italiano. Una traduzione accurata, importante, che ci riporta al modo di scrivere e pensare di Karl; la piacevolezza di una lettura che stimola i neuroni a connessioni ed analisi dell’oggi e del domani. Non da ultimo va sottolineata spiegazione. C’è la riproposizione dell’importanza e della necessita dell’utilizzazione del concetto della caduta tendenziale del saggio di profi tto nell’analisi contemporanea.
Va ringraziato Vladimiro Giacché per questo eccellente lavoro e il modo marxianamente concreto di ringraziarlo è leggere ogni pagina di questo libro, ridiff ondere il pensiero di Karl Marx ed analizzare le nostre realtà alla luce della rilettura marxista della realtà concreta.
Per essere marxiani fi no in fondo, dobbiamo concludere aff ermando che la contraddizione dell’oggi e dello ieri, ovvero dell’analisi storicamente determinata della crisi attuale tramite la ri-lettura dei vecchi testi di Marx è solo apparente. Poiché l’analisi della realtà storicamente determinata si basa sull’analisi del capitalismo quale sistema e quale sistema in divenire.
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un assaggio del libro…
Premessa
Immaginiamo di incontrare un tipo che fa discorsi strani. Che dice che la crisi non è un’eccezione, ma la norma. Che questa crisi non è stata causata né da qualche speculatore troppo avido, né da qualche proprietario di casa troppo credulone. E neppure dalla nuova casta dei banchieri, dai governatori delle banche centrali e dagli analisti delle società di rating. E non perché tutti costoro siano innocenti, ma per un motivo più profondo. Perché la crisi non è un infortunio del nostro sistema economico, ma il prodotto delle sue leggi di funzionamento più elementari. Del modo in cui nella nostra società sono ripartite la proprietà e la ricchezza, si scambiano le merci e si adopera il denaro.
Immaginiamo che questo tizio, sfruttando il nostro sconcerto, si faccia sempre più insolente. E affermi che la crisi non solo non è un problema per il sistema, ma è il solo modo attraverso cui il sistema può risolvere i propri problemi, e riprendere a funzionare senza intoppi. Anche se comunque il suo funzionamento regolare è soltanto una tregua, più o meno breve, prima della prossima crisi.
Immaginiamo di superare il fastidio e l’imbarazzo, e di chiedergli chi gli dia il diritto di raccontarci tutte queste sciocchezze. E che lui ci risponda che tutto questo l’ha inteso, dimostrato e scritto in prima persona. Osservando le crisi di 150 anni fa e scrivendone su un quotidiano degli Stati Uniti, dopo essere stato espulso per attività sovversive da Germania, Belgio e Francia. E poi chiuso a studiare nella British Library di Londra, o a scrivere nella sua casa traboccante di libri e assediata dai creditori. Chiunque non dia per scontato che questo tipo sia un folle potrà trovare qualcosa di interessante in questo libro.
{ 1 comment }
Un ottimo e interessantissimo lavoro che fa il paio con un altro lavoro recente, di Domenico Moro, il “Nuovo compendio del Capitale”: Marx da ieri per l’oggi e per il domani. Perché non si tratta di essere dogmatici e seguire alla lettera ciò che si scrisse in un momento storico determinato, ma si devono trarre indicazioni e insegnamenti dai migliori maestri del passato che hanno già affrontato e spesso risolto dei problemi che sono sempre gli stessi e ci ritroviamo oggi.
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