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2219 Beppino Englaro a Bruxelles: gli Italiani parlano agli Italiani

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by redazione on 28/06/2010

in nr.22

a cura della Redazione e un articolo di Anna Morelli

L’iniziativa “Libertà diritti laicità: incontro con Beppino Englaro a Bruxelles” è stata organizzata, tra gli altri, dalla Federazione Comunista del Belgio (qui il blog) e l’Associazione Culturale Antonio Gramsci di Bruxelles, che già aveva proposto, a gennaio, una serata-performance “Corpo di donna – Corpo politico & Corpo poetico, intorno al corpo di Eluana Englaro”.
Beppino Englaro ha lottato per sua figlia e continua a lottare perché il diritto all’autodeterminazione e alla dignità personale siano rispettati e riconosciuti a tutti anche in Italia, come già in altri paesi più avanzati, riguardo ai temi della fine vita, del testamento biologico, del rifiuto di trattamenti sanitari inutili e dannosi, insomma della difesa della libertà di scelta. Contro ogni tipo di accanimento terapeutico, di dogmatismi religiosi e di strumentalizzazioni politiche. Con le armi della semplicità e della fiducia nelle proprie ragioni, per una vita che sia vera, in relazione con gli altri e con il mondo che ci circonda, e non mantenuta “vegetale” da sistemi medici che sospendono meccanicamente il decorso naturale della morte, senza alcuna speranza
Beppino Englaro e gli altri che sono intervenuti hanno dato dei meravigliosi e fortissimi esempi di integrità e di decisione, per questa battaglia ma anche per tutte le battaglie che tutti noi possiamo portare avanti, pur tra mille difficoltà, ma che sappiamo che prima o poi avranno successo, se supportate dalla ragione e dalla volontà. E anche dal cuore, perché anche la forza dell’umanità e dei sentimenti è sempre necessaria…

Altre informazioni sull’iniziativa si trovano sulla pagina web http://www.rifondazione.be/englarobxl5-5-2010.html

di Anna Morelli

Mercoledì 5 maggio, una serie di associazioni laiche italiane del Belgio hanno invitato Beppino Englaro a un incontro a Bruxelles. Beppino Englaro è il padre di una ragazza, Eluana, il cui caso ha mobilitato l’opinione pubblica italiana l’anno scorso. Vittima di un incidente stradale all’età di 21 anni, è rimasta in stato vegetativo durante 17 anni, e la richiesta della famiglia di interrompere l’accanimento terapeutico che la teneva in vita non è stata accolta dalla giustizia italiana se non dopo un interminabile iter giudiziario.
Ma gli ambienti religiosi volevano, malgrado tutto, impedire l’applicazione della sentenza, ed hanno tentato in tutti i modi, persino i più ridicoli (preghiere pubbliche, incatenamenti…) e i più indecenti (denunce al padre come “assassino”…), di impedire al padre di Eluana di liberare sua figlia di un corpo senza vita reale.
Non si trattava evidentemente qui di un’eutanasia, ma semplicemente di rifiutare l’alimentazione forzata e un’esistenza che, secondo numerose testimonianze, Eluana avrebbe rifiutato. Davanti a una nutrita platea di Italiani del Belgio, la maggior parte giovani, Beppino Englaro ha ricordato la battaglia che ha portato avanti su questi temi in Italia e sulla possibilità di vedere, o meno, presto l’Italia adottare una legge “laica” che rispetti le volontà degli individui riguardo al loro fine vita. L’incontro, moderato da David Carretta, è continuato con una testimonianza specialmente toccante di Laurent Vogel, sull’eutanasia che ha chiuso in dolcezza la vita del suo compagno Giovanni Buzi, pittore colpito da un cancro in fase terminale e terribilmente doloroso. Il parallelismo fra questa morte dolce in Belgio e gli anni di inutili sofferenze inflitte a Eluana in Italia da fanatici religiosi era evidentemente eloquente.
Ciascuno dei partecipanti poteva concludere che, a causa di due legislazioni opposte, questi due Italiani non avevano avuto le stesse possibilità di terminare degnamente la loro vita, e si diceva “Se Eluana fosse vissuta in Belgio…”. Il dibattito, al quale Jacqueline Herremans, ed io stessa, abbiamo partecipato a nome della ADMD,2 ha permesso agli Italiani del Belgio di misurare l’abisso che separa su tale questione i due paesi, di preparare ciò che hanno da dire agli Italiani d’Italia e di rettificare certe sciocchezze che circolano là sulla situazione belga. No, il Belgio non permette l’“omicidio”. No, gli anziani degli ospizi non vengono “liquidati” in virtù della legge belga. No, i malati incurabili non sono sistematicamente eliminati per evitare di far pagare le loro cure ai servizi sanitari. Una legge esigente, precisa, inquadra gli atti medici relativi ad un fine vita degno e scelto, garantisce la libera scelta del paziente e gli permette di rifiutare un trattamento, o di richiedere, in circostanze precise, la morte dolce.

Un messaggio da far passare in Italia durante le vacanze, che sono spesso l’occasione di discussione in famiglia o tra amici su quello che succede in Belgio.

1 Docente alla Facoltà di scienze sociali, politiche ed economiche alla ULB (Università Libera di Bruxelles) di Bruxelles e Direttore aggiunto del CIERL.
2 ADMD – Association pour le Droit de Mourir dans la Dignité http://www.admd.be

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[Scarica il numero completo di Aurora 22 in pdf qui]

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