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2202 Come ottenere giustizia e sanzionare l’impunita?

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by rossimone77 on 29/06/2010

in Israele,nr.22

Il boicottaggio dei prodotti israeliani dopo l’assalto alla Gaza Flottilla

di Simone Rossi

Con l’assalto al convoglio di aiuti umanitari denominato “Gaza Flottilla” in acque internazionali, lo scorso 31 maggio, lo Stato di Israele si è macchiato ulteriormente di infamia, producendo cori di indignazione e rabbia in gran parte del mondo ed alienandosi uno dei suoi più stretti alleati in Medio Oriente, la Turchia. Nonostante abbia violato una serie di norme del diritto internazionale e delle convenzioni sulla navigazione e sulla tutela dei diritti umani, il governo israeliano non ha mostrato alcun segno di ripensamento e pentimento per l’azione commessa, sapendosi forte del sostegno dell’amministrazione Obama e di alcuni governi da operetta che si sono opposti alla proposta di avviare un’inchiesta sulla vicenda in sede ONU.

Sebbene centinaia di migliaia di manifestanti abbiano manifestato il proprio sdegno di fronte all’ignominiosa impunità garantita al governo israeliano e svariati milioni di cittadini di tutto il mondo abbiano sottoscritto appelli e petizioni perché sia fatta giustizia, la questione promette di concludersi “a tarallucci e vino”. Come, del resto, per il barbaro assedio di Gaza alla fine del 2008, per le espulsioni di contadini palestinesi dalle loro terre, per gli ostacoli posti ai palestinesi bisognosi di espatriare per motivi sanitari, per l’uccisione di donne, bambini ed anziani innocenti in oltre sessant’anni di guerre e vessazioni. Senza contare l’orrore del massacro di Sabra e Chatila (Beirut, Libano) del 1982.

Un governo sordo ai richiami internazionali, lo sarebbe meno di fronte a mobilitazioni di massa dei suoi cittadini e potenziali elettori; cittadini ed elettori che sinora si sono mostrati in gran parte indifferenti o accondiscendenti di fronte alla violenza ed alla prevaricazione, forse reagirebbero se toccati nel portafoglio. Consci di questo e della mancanza di volontà mostrata dai nostri governi nel far rispettare ad Israele il diritto internazionale e le numerose risoluzioni dell’ONU, a noi, che sempre più siamo consumatori e sempre meno cittadini agli occhi di chi detiene il potere politico e quello economico, non rimane che un’arma: il boicottaggio dell’economia israeliana.

Questa forma di pressione politico-economica è stata più volte proposta dopo i peggiori episodi di cui si è macchiato il governo israeliano ed è stata adottata da alcune organizzazioni che chiedono la fine dell’occupazione e della violenza in Palestina, come anche da singoli cittadini sensibili al tema e consci del potenziale di questo strumento di lotta. Tuttavia l’iniziativa non ha mai assunto caratteri di massa ed ha suscitato obiezioni anche in parte della sinistra italiana. Una delle obiezioni mosse è quella che il boicottaggio dei prodotti israeliani colpirebbe indiscriminatamente tutti i cittadini israeliani e porterebbe alla confusione tra il governo ed il popolo governato. Questo è parzialmente vero, soprattutto in una democrazia come spesso Israele ricorda di essere. Le maggioranze parlamentari e gli esecutivi sono espressione della volontà della popolazione ed in questi ultimi dieci anni la maggioranza relativa degli elettori israeliani ha supportato la destra imperialista, mentre la gran parte del resto dei cittadini ha taciuto, per indifferenza o convenienza. Allo stato attuale delle cose, possiamo auspicare che se riusciamo ad esercitare sufficiente pressione sulla popolazione israeliana, non solo a parole, affinché essa dissenta su quanto il suo governo sta facendo e si mobiliti in massa, affinché il governo israeliano ponga fine all’occupazione e inizi un serio processo di pace. Ma questa pressione non può che essere economica, con il boicottaggio.


Qui sotto riportiamo un elenco, non esaustivo, di alcuni prodotti provenienti da Israele. Una lista più esaustiva può essere reperita sul sito: www.bdsmovement.net

Vini a marchio Reseromel, Carmit, Central Coop, Kkfir Bnei-Brak Dairy, Jaffa, Noon, Pri-ze, Sunfrost, Tnuva, Yakhin; Agrumi Jaffa; Prodotti per l’agricoltura Motorola;  Prodotti per la sicurezza Mult-t-Lock; Saponi Neca; Snack salati Beigel; Società Gitto Carmelo e Figli Srl di Messina; Prodotti per bevande Soda-Club e bevande, Askalon, Latroun, National Brewery, Carmel, Eliaz Benjamina, Montfort, Gamla, Hebroni; Tegami Soltarn; Alimenti Veggie Patch; Datteri della Valle del Giordano, Medjoul e Deglet Nour;  Barrette al sesamo Halva; Spezie Mata; Preparati e prodotti dolciari Osem, Mata, Israel Edible Products, Telma Elite, Geva, Karina, Lieber, Oppenheimer, Osem, Rimon, Taste of Israel, Vita;  Prodotti da forno Affifit., Barth, Elite, Einat, Froumine, Hadar;  Prodotti estetici e dermatologici Ahava, Sali del Mar Morto; Abbigliamento, Ask Retailer,  Calvin Klein, Gottex, Gideon Oberson, Sara Prints; Depilatori Epilady/Mepro; Prodotti elettronici Albatross, Four M, Cimatron, Eliashim Micro Computers, Sintel, Ramir (Adacom), Rad, Orbotech, Shatek, Scitex, 4thDimension Software, MagicSoftware.

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