/** * 2201 Giù il cappello davanti ai padroni ? Blog del periodico Aurora AURORA */

2201 Giù il cappello davanti ai padroni ?

Post image for 2201 Giù il cappello davanti ai padroni ?

by rgaltieri on 29/06/2010

in Capitalismo,Crisi Economica,Editoriali,Lavoro,nr.22,Sfruttamento

di Roberto Galtieri

Il capitalismo non è in crisi. Il proletariato è in crisi: profonda.
Solo in questo mese in Gran Bretagna, Olanda e non dimentichiamo l’Italia, si impongono i partiti liberisti; quelli dei tagli ai bilanci statali per sanità, scuola, ecc. poiché sarà il dio mercato che regolerà tutto. La crisi “sovrana” (la crisi dei bilanci sovrani: degli Stati) è usata dovunque per il ridimensionamento definitivo dell’organizzazione del proletariato, sia sindacale che politica, dopo essere riusciti nell’impresa di imporre l’egemonia culturale favorevole al Capitale in tutta Europa. I tagli dei salari, delle pensioni e, in generale, delle spese sociali degli Stati, sono la forma fenomenica di questo furioso attacco della borghesia alle masse popolari. Il caso di Pomigliano è solo l’inizio dell’ultimo atto di deregolamentazione (ricordate il martellante ritornello ideologico sulla necessità della deregulation?) a favore del mercato, cioè dei padroni. L’assenza di un partito comunista, e dell’incapacità anche dei sedicenti marxisti di essere tali, è presente in tutta la sua drammaticità dentro il ricatto di Marchionne. Il cuore dell’insegnamento marxista è incentrato sull’unità dei proletari del mondo, e invece, a iniziare dai sindacati, anche quelli di classe, i comunisti non hanno mai lavorato per la costruzione almeno di organizzazioni di categoria a livello europeo. Pubblichiamo, a pagina 24, la lettera degli operai polacchi della Fiat ai colleghi italiani: ottima espressione di volontà, ma senza organizzazione … Di scioperi europei neanche parlarne; di un partito comunista europeo poi … Quando si parlò di un partito europeo lo si fece “di sinistra”, non comunista. Se non si risolve questo punto, di fronte ai lavoratori europei non ci sarà che la sconfitta, l’asservimento all’obiettivo padronale: portare le condizioni di vita e di lavoro delle masse ai livelli di inizio 1900 per contrastare la caduta tendenziale del saggio di profitto. Dunque lunghissimi orari di lavoro, paghe da fame e disoccupazione enorme per ricattare i lavoratori, niente stato sociale per dirottare le risorse fiscali solo a favore dell’impresa. Nel contempo continua l’attacco ideologico e politico ai comunisti. Tre esempi recenti. In Polonia, dall’8 giugno, è vietato l’uso dei simbolo dei comunisti. In Moravia il Partito comunista, dopo anni di governo del Paese, perde tre seggi alle elezioni (ne ottiene 48 su un totale di 100!) e passa in minoranza poiché tutti – dai socialdemocratici alla destra xenofoba – si alleano contro di lui e propongono la messa al bando del nome e del simbolo dei comunisti. Vatti a fidare dei valori democratici dei socialdemocratici! In Lituania, il tribunale della città di Klaipeda, giudicando tre giovani nazisti per aver esposto la bandiera con la croce uncinata il giorno dell’indipendenza nazionale, ha sentenziato che la croce uncinata fa parte del “nostro patrimonio storico” e assolto i tre neonazisti! Ancora una volta, come negli anni 20, i fascisti serviranno da braccio violento della borghesia in previsione di rivolte proletarie? Una cosa è certa, invece, vogliono che si torni all’epoca in cui i proletari si levavano il capello di fronte ai padroni.

[Scarica l'articolo in pdf qui]
[Scarica il numero completo di Aurora 22 in pdf qui]

Comments on this entry are closed.

Previous post:

Next post: