La disoccupazione cresce ma solo un terzo si reca alle urne – Al palo i razzisti di Brand
di Massimo Tuena
Poschiavo – I due grafici nell’articolo dimostrano come nel giro di quattro anni il cantone dei Grigioni sia stato ravvivato da un movimento ed uno scontro politico non indifferente. Se nel 2006 i candidati che si presentavano per sedere nei 5 seggi del governo disponibile erano 5 e venivano abbondantemente eletti, quelli che si sono presentati lo scorso 13 giugno erano ben 10 per contendersi sempre i 5 seggi disponibili. L’UDC (Unione Democratica di centro) intendeva affondare il colpo sostenendo, in una campagna faraonica, Heinz Brand alla conquista del seggio socialista o addirittura per allontanare definitivamente dal governo retico i rappresentati democristiani. I socialisti mantengono invece il seggio lasciato da Claudio Lardi per limite di legislature raggiunto con un buon risultato di Martin Jäger che è stato in grado di affrontare durante la campagna elettorale temi sociali spesso scomodi e pericolosi a mero livello elettorale. I due PBD (Partito borghese democratico, ex UDC) mantengono invece i due seggi con Janom Steiner Barbara e Hansjörg Trachsel. Il partito democristiano assediato dall’estrema destra riesce a mantenere il proprio seggio con Mario Cavigelli non riuscendo però nell’arduo intento, ma pur sempre obiettivo dichiarato, di inserire un secondo candidato in governo. Mentre il PLD (Partito liberale democratico) con Schmid sfodera un ottimo risultato che segna il definitivo apprezzamento degli elettori verso la persona di Schmid prima ancora che nel partito liberale.
L’avanzata della destra populista e razzista capeggiata da Brand e manovrata da Zurigo da parte di Blocher è stata quindi scongiurata. I dati sociali ci confermano comunque un tasso di disoccupazione sempre in crescita e una situazione economica non florida. Staremo a vedere se un governo che sembra trovare una stabilità abbastanza sicura sarà in grado di far fronte alle necessità del cantone e degli elettori che in quest’ultima occasione elettorale di sono presentati alle urne in modo più numeroso rispetto alle ultime „cantonali“. Il tasso di partecipazione al voto, 36,22% fa comunque sorgere alcuni problemi e dovrebbe aprire un dibattito in merito al vero concetto di democrazia. Infatti alle urne si è recato soltanto un elettore su tre; ovvero i due terzi degli aventi diritto non ha giudicato utile andare a votare e gli eletti rappresentano una minoranza dei cittadini cantonali.
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