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2302 Seminario delle riviste comuniste – Milano, Giugno 2010

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by perla on 11/09/2010

in Libero sapere,Marxismo,nr.23

Resoconto di Roberto Galtieri e Perla Conoscenza

I compagni della rivista Gramsci oggi hanno organizzato a Milano il 26 giugno scorso un seminario che ha visto riuniti rappresentanti delle riviste, siti e case editrici che lavorano per l’unità dei comunisti. Innanzi tutto va dato merito ai compagni invitanti dell’iniziativa presa e, inoltre, li ringraziamo per l’aver invitato “Aurora”. Le presenze non erano ovviamente esaustive dell’arcipelago comunista unitario italiano, pur tuttavia si è trattato di un importante momento di discussione e di incontro, il secondo di, speriamo, una serie futura. La discussione è stata interessante ed ha smentito chi pensava che l’incontro si sarebbe trasformato in una seduta di psicanalisi collettiva di figli in cerca della Mamma. Né del resto l’incontro ha prodotto, né poteva produrre, significativi passi in avanti teorici ed organizzativi poiché, a prescindere dalle diverse soggettività e singole capacità, noi tutti rappresentiamo l’espressione della mancanza di lotte di massa. Il carattere seminariale dell’incontro ha dato adito a ciascuno dei partecipanti di esporre la propria analisi della situazione sociale, economica e politica e, in alcuni, il ruolo delle riviste. Tuttavia, non si è sviluppato ancora dibattito su una o più proposte, tranne la richiesta ad “Aurora” da parte di molti compagni di formalizzare la proposta di un blog comune presentata durante il nostro intervento. La proposta ovviamente l’abbiamo formalizzato e si trova a pagina 5 di questo numero. Per quanto concerne il seminario nel suo complesso ci è sembrato che abbia pesato negli interventi la tempistica congressuale delle organizzazioni politiche di riferimento per l’agognata unità comunista della maggioranza dei presenti: RC, PdCI e FdS.
Abbiamo percepito, questo, come l’elemento principale che ha tarpato le ali all’elaborazione delle analisi sulla questione comunista e la relativa discussione. Ovviamente siamo tutti figli delle esperienze politico-organizzative del PdCI e Rifondazione, ognuno di noi collettivamente e individualmente interessato all’importate appuntamento, pur tuttavia riteniamo che il peso delle aspettative “federative” abbia nuociuto alla progettazione di un lavoro futuro e non per ragioni politiche quanto, temiamo, ancora una volta per motivi relativi al “posizionamento”. Forse anche per questo il seminario è risultato interlocutorio rispetto all’obiettivo e non corrispondente all’importante livello teorico/analitico espresso. Detto ciò, nel bene e nel male, si è presentata una fotografia esaustiva dell’esistente. A partire dalle modalità di inizio lavori. L’incontro è cominciato con il solito rito cicisbeo della sinistra italiana del ritardo inizio lavori e dell’arrivo in ritardo di molti intervenenti, i quali, ovviamente, sono intervenuti senza aver ascoltato i precedenti. A dispetto della vulgata, anche a sinistra, che vede il ritardatario solo nel meridionale anche i compagni “padani” mancano della necessaria disciplina comunista; dato questo unificante i compagni delle diverse testate e organizzazioni e delle aree geografiche del Paese.
Riprodurre il dibattito svoltosi nel corso del seminario in una pagina è riduttivo e fa certamente torto all’articolazione delle argomentazioni sviluppatesi nel corso della giornata. Appena riceveremo il testo degli interventi questi saranno pubblicati in uno speciale numero di Aurora o nel nostro supplemento di approfondimento il Contemporaneo. Di seguito iniziamo con la pubblicazione dell’intervento di Vladimiro Giacchè, l’unico pervenutoci fino ad ora. Riteniamo comunque importante riferire anche se solo per titoli, un inesaustivo e schematicissimo resoconto di alcuni interventi svoltisi per completezza dell’informazione, a partire dalle questioni su cui innescare la ricerca: fondamenti della teoria del valore e del plusvalore, analisi della separazione contraddittoria fra base materiale e realtà sociale e senso della storia (Rolando Giai-Levra, Gramsci Oggi). Dunque la necessità di strappare l’economia agli economisti (Essere Comunisti) definendo cosa analizzare nella fase di globalizzazione, ivi compresa la struttura reale del potere datasi dal capitalismo (Andrea Montella, ricercatore) riutilizzando le categorie interpretative per fare proposte alle masse (Sergio Manes, Città del Sole) compresa la questione dell’Imperialismo che è stata completamente rimossa (Alessandro Simonetti). La crisi accelera i processi e il mutamento dei rapporti di forza, dunque la necessità di una risposta che non sia solo resistenza, ma anche modello differente di organizzazione economica. Non abbiamo, infatti, sviluppato proposte alternative, se non il salvataggio della fabbrica, un tipo diverso di produzione e di prodotto. Ci sono stati studi, elaborazioni, ma è mancata una comunicazione effettiva, le analisi sono state spesso autoreferenziali, non hanno suscitato dibattito. E’ necessario un lavoro di elaborazione teorica non fine a se stessa, ma un contributo per la costruzione di un programma politico. Dobbiamo confrontarci con modelli alti di analisi delle classi e la costruzione di programmi (per esempio, come contribuire ad un sindacato “di classe”) pensando non soltanto in termini ristretti nazionale ma di Unione Europea e collegarci ai comunisti in Europa, per mettere insieme le forze, per costruire una linea comune (Andrea Catone, l’Ernesto). Le riviste spesso approntate più per noi stessi che per i lavoratori diventino strumenti di analisi, ma anche di battaglia politica (Alessandro Hobel, Marx XXI). Ma non si tratta solo di essere intellettuali che trasferiscono alle masse, si tratta di recuperare il terreno perso (Paola Baiocchi, Rivista Valori) anche se i motivi che ritardano l’unità non hanno a che vedere con problemi teorici (Alessandro Leoni, sito blog Essere Comunisti toscana). Non è però possibile unificare le forze comuniste senza prospettive programmatiche e politiche. E’ necessario passare dalla cultura dei diritti alla cultura di classe e dei bisogni per trovare un percorso comune (Massimo Grandi, FGCI e Giovani Comunisti toscana). Il tutto con un uso intelligente della comunicazione (Milena Fiore, Centro Gramsci). Rinascita, diventò non solo strumento di egemonia politica-culturale, ma portò avanti la necessità della formazione delle Classe. Il Compito delle riviste – nostro obiettivo minimo – è fare scuola, formazione politico-culturale (Sergio Ricaldone, Gramsci Oggi).

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