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	<title>Commenti per AURORA</title>
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	<description>Periodico marxista di informazione politica e culturale degli emigrati</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Feb 2012 13:46:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su 3201 EDITORIALE: La lunga marcia contro il capitalismo di fmontanari</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1876/comment-page-1#comment-3125</link>
		<dc:creator>fmontanari</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 13:46:01 +0000</pubDate>
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		<description>Una immensa responsabilità della situazione attuale è, secondo il mio punto di vista, dovuta alla posizione politica e sociale che hanno usato i sindacati e i partiti detti di sinistra nei confronti delle decisioni, e dell&#039;evolvere della flessibilità sociale e lavorativa. Questi fattori hanno cosi immensamente contribuito ad una fase incomprensibile dalla maggioranza della popolazione, la quale si è staccata dalle forze progressive.

Se guardiamo l&#039;Italia, tutto è stato fatto contro l&#039;immagine di Berlusconi, allora era ampiamente sufficiente una leggina che gli avrebbe impedito di presentarsi alle elezioni. La sinistra ha avuto il potere di farlo, non l&#039;ha fatto. Cosa ne pensa oggi il Sig. D&#039;Alema?

Il trattato di Lisbona che vincola cosi fortemente, e riduce la sovranità delle nazioni non è stata sufficientemente spiegato ai popoli; la sinistra è colpevole di leggerezza per non aver preso posizioni più forti per spiegare ai propri connazionali il pericolo di un simile trattato ( I Sig.ri,  D&#039;Amato &amp; Fini hanno partecipato in parte alla loro stesura ). Si avrebbe dovuto fare il massimo per chiedere la ratifica via referendum; paladini sociali come Casini e Di Pietro, l&#039;hanno votata con il sorriso in parlamento. La sinistra ha perso mille occasioni per spiegare i conflitti, il governo di sinistra si è ingaggiato in Serbia, con quale legittima forza poteva opporsi all&#039;Afganistan quando era all&#039;opposizione?

Avete letto il libro &quot;La Casta&quot;?  Anche ammettendo che ci siano forzature, se solo una minima parte fosse vera, si accerta che una grossa parte della destra è supercorrotta, ma si scoprono anche immoralità che sono opera di persone che per i valori della sinistra non sono degni di esserne i rappresentanti.

Nella politica è necessario a volte accettare compromessi, ma essere coautori di distruzione di diritti che sono stati acquisiti attraverso dure sofferenze dai lavoratori è un&#039;impresa imperdonabile. Fausto Bertinotti ha sostenuto la necessità di accettare la precarietà, oggi se la ride, grazie alla sua carriera politica  traditrice.

La sinistra nella sua lotta per la sopravvivenza, attraverso le sue sterili divisioni ha perso una massa di sostenitori, oggi  non esiste più un partito che chiaramente , fondamentalmente, e con lucida chiarezza, condanni gli abusi della finanza, anche nel campo della sinistra, perché condannando questo ultraliberalismo  senza morale, la sinistra perderebbe gran parte dei suoi privilegi che nonostante tutto ha ancora. Nel campo della destra, è normale che difendano i loro privilegi, la sinistra ha il diritto e il dovere della difesa dei diritti dei lavoratori, dei più deboli, ed è imperdonabile volere fare credere che il progresso sociale e economico verrà infine quando non sarà più riconosciuto alcun diritto.

Per concludere penso che oggi la situazione stia arrivando ad un punto di rottura. Da una parte una crisi finanziaria che trascina l&#039;Europa verso traguardi da paesi in via di sviluppo, diminuzione costante dei salari, aumenti dei prezzi, disoccupazione e fuga di imprese,  erosione costante e ripetuta dei diritti e delle regole sociali.  Da un summit a un altro, dove i burattini di turno ci dicono che tutto va bene, ma che bisognerà lavorare ancora di più, e fare ancora sacrifici che si aggiungano a quelli già fatti, non si trova normale che la fiducia svanisca? Cosa rispondere quando politici ultra pagati, sono come tagliagole con la Grecia? Come si può condannare un popolo alla fame in EUROPA nel 2012, giusto per salvare le banche che dopo gli aiuti ricevuti lucrano ancora di più? La moralità cede il passo al profitto? D&#039;altra parte sirene di guerra che si annunciano nel lontano (Siria, Iran). La guerra è sempre stata la soluzione delle grandi crisi capitalistiche, perché dovrebbe essere oggi diverso?

La sinistra che oggi conta meno che niente in Europa, che non presenta un fronte unico contro il capitale, che non ha la capacità di unirsi perché troppo frazionata e in conflitto costante con le forze europee progressiste, invece di creare un grande fronte comune europeo, cosa ha oggi da proporre? 
Forse una grande guerra potrebbe essere il motore di una vera rifondazione, la sinistra è uscita sempre forte e più unita, dopo una grande guerra!

Fausto Montanari</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una immensa responsabilità della situazione attuale è, secondo il mio punto di vista, dovuta alla posizione politica e sociale che hanno usato i sindacati e i partiti detti di sinistra nei confronti delle decisioni, e dell&#8217;evolvere della flessibilità sociale e lavorativa. Questi fattori hanno cosi immensamente contribuito ad una fase incomprensibile dalla maggioranza della popolazione, la quale si è staccata dalle forze progressive.</p>
<p>Se guardiamo l&#8217;Italia, tutto è stato fatto contro l&#8217;immagine di Berlusconi, allora era ampiamente sufficiente una leggina che gli avrebbe impedito di presentarsi alle elezioni. La sinistra ha avuto il potere di farlo, non l&#8217;ha fatto. Cosa ne pensa oggi il Sig. D&#8217;Alema?</p>
<p>Il trattato di Lisbona che vincola cosi fortemente, e riduce la sovranità delle nazioni non è stata sufficientemente spiegato ai popoli; la sinistra è colpevole di leggerezza per non aver preso posizioni più forti per spiegare ai propri connazionali il pericolo di un simile trattato ( I Sig.ri,  D&#8217;Amato &amp; Fini hanno partecipato in parte alla loro stesura ). Si avrebbe dovuto fare il massimo per chiedere la ratifica via referendum; paladini sociali come Casini e Di Pietro, l&#8217;hanno votata con il sorriso in parlamento. La sinistra ha perso mille occasioni per spiegare i conflitti, il governo di sinistra si è ingaggiato in Serbia, con quale legittima forza poteva opporsi all&#8217;Afganistan quando era all&#8217;opposizione?</p>
<p>Avete letto il libro &#8220;La Casta&#8221;?  Anche ammettendo che ci siano forzature, se solo una minima parte fosse vera, si accerta che una grossa parte della destra è supercorrotta, ma si scoprono anche immoralità che sono opera di persone che per i valori della sinistra non sono degni di esserne i rappresentanti.</p>
<p>Nella politica è necessario a volte accettare compromessi, ma essere coautori di distruzione di diritti che sono stati acquisiti attraverso dure sofferenze dai lavoratori è un&#8217;impresa imperdonabile. Fausto Bertinotti ha sostenuto la necessità di accettare la precarietà, oggi se la ride, grazie alla sua carriera politica  traditrice.</p>
<p>La sinistra nella sua lotta per la sopravvivenza, attraverso le sue sterili divisioni ha perso una massa di sostenitori, oggi  non esiste più un partito che chiaramente , fondamentalmente, e con lucida chiarezza, condanni gli abusi della finanza, anche nel campo della sinistra, perché condannando questo ultraliberalismo  senza morale, la sinistra perderebbe gran parte dei suoi privilegi che nonostante tutto ha ancora. Nel campo della destra, è normale che difendano i loro privilegi, la sinistra ha il diritto e il dovere della difesa dei diritti dei lavoratori, dei più deboli, ed è imperdonabile volere fare credere che il progresso sociale e economico verrà infine quando non sarà più riconosciuto alcun diritto.</p>
<p>Per concludere penso che oggi la situazione stia arrivando ad un punto di rottura. Da una parte una crisi finanziaria che trascina l&#8217;Europa verso traguardi da paesi in via di sviluppo, diminuzione costante dei salari, aumenti dei prezzi, disoccupazione e fuga di imprese,  erosione costante e ripetuta dei diritti e delle regole sociali.  Da un summit a un altro, dove i burattini di turno ci dicono che tutto va bene, ma che bisognerà lavorare ancora di più, e fare ancora sacrifici che si aggiungano a quelli già fatti, non si trova normale che la fiducia svanisca? Cosa rispondere quando politici ultra pagati, sono come tagliagole con la Grecia? Come si può condannare un popolo alla fame in EUROPA nel 2012, giusto per salvare le banche che dopo gli aiuti ricevuti lucrano ancora di più? La moralità cede il passo al profitto? D&#8217;altra parte sirene di guerra che si annunciano nel lontano (Siria, Iran). La guerra è sempre stata la soluzione delle grandi crisi capitalistiche, perché dovrebbe essere oggi diverso?</p>
<p>La sinistra che oggi conta meno che niente in Europa, che non presenta un fronte unico contro il capitale, che non ha la capacità di unirsi perché troppo frazionata e in conflitto costante con le forze europee progressiste, invece di creare un grande fronte comune europeo, cosa ha oggi da proporre?<br />
Forse una grande guerra potrebbe essere il motore di una vera rifondazione, la sinistra è uscita sempre forte e più unita, dopo una grande guerra!</p>
<p>Fausto Montanari</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 2811 Addio net neutrality e internet distribuita di AURORA &#187; 3208 Beni Comuni: Battaglia politica cruciale del XXI secolo</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1468/comment-page-1#comment-3123</link>
		<dc:creator>AURORA &#187; 3208 Beni Comuni: Battaglia politica cruciale del XXI secolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:58:18 +0000</pubDate>
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		<description>[...] un saggio di Carlo Formenti [ blog ] 2811  Addio net neutrality e internet distribuita [ blog ] 2712  All’orizzonte le nuvole dell’Internet del futuro [ blog ] 2403  Dal lavoro alle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] un saggio di Carlo Formenti [ blog ] 2811  Addio net neutrality e internet distribuita [ blog ] 2712  All’orizzonte le nuvole dell’Internet del futuro [ blog ] 2403  Dal lavoro alle [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3020 Felici e Sfruttati, un saggio di Carlo Formenti di AURORA &#187; 3208 Beni Comuni: Battaglia politica cruciale del XXI secolo</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1597/comment-page-1#comment-3122</link>
		<dc:creator>AURORA &#187; 3208 Beni Comuni: Battaglia politica cruciale del XXI secolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:55:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] su questa rivista e questo blog 3020 Felici e Sfruttati, un saggio di Carlo Formenti [ blog ] 2811  Addio net neutrality e internet distribuita [ blog ] 2712  All’orizzonte le nuvole [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] su questa rivista e questo blog 3020 Felici e Sfruttati, un saggio di Carlo Formenti [ blog ] 2811  Addio net neutrality e internet distribuita [ blog ] 2712  All’orizzonte le nuvole [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su 3203 Dalle rivolte alla rivoluzione di perla</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1873/comment-page-1#comment-3121</link>
		<dc:creator>perla</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:42:55 +0000</pubDate>
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		<description>Mario, concordo, il rapporto con i movimenti e&#039; un elemento cruciale per la Federazione della Sinistra. 
Alcuni movimenti non vanno al di la&#039; di una ribellione, mentre altri - per fortuna - stanno cercando di definire una visione e una prospettiva politica. In particolare i movimenti che rivendicano i beni comuni, o il reddito base di cittadinanza. I o avverto la necessita&#039; di una presenza nei movimenti, pur mantenendo le proprie autonomie, per comprendere meglio esigenze e bisogni, per contribuire ad una elaborazione e sviluppare azioni comuni. A partire dal tema dei beni comuni (materiali e digitali), che noi di Aurora, forse fra i primi,  da anni affrontiamo e riteniamo debba essere al centro di una azione politica, insiema alla capacita&#039; di affrontare l&#039;organizzazione del lavoro e del reddito nell&#039;economia del XXI secolo (e magari anche porsi il problema di quanto e cosa produrre).  
Finalmente una riflessione in tal senso si sta cominciando ad aprire nella Federazione della Sinistra. Riporto quanto dice Massimo Rossi , portavoce della Federazione della sinistra, già sindaco di Grottammare e fondatore della rete del nuovo municipio. 

&lt;em&gt;Sarebbe assolutamente riduttivo limitarsi a [...] considerare i movimenti come soggetti con cui &quot;mantenere il confronto&quot; e non invece come attori protagonisti con cui condividere &quot;istituzionalmente&quot; e pariteticamente i processi decisionali. Invece di una lista civica nazionale o cose del genere, costruiamo sulla base della piattaforma di Napoli [a seguito delle riunione sui beni comuni del 28-29/1] e a partire da una rete capillare di forum locali, un grande movimento dei beni comuni e del lavoro.
Sì, anche del lavoro. Non perché il lavoro non sia contemplato nella piattaforma (forse un po’ incidentalmente) o perché non sia anch’esso un bene comune che vorremmo demercificare.
Ma perché in unmondo capitalistico imperniato sul paradigma della crescita illimitata, il tema enorme del &quot;cosa, come e quanto produrre&quot; diventa base fondativa, per qualsiasi azione di tutela dei beni comuni dalla distruzione e dalla privatizzazione.
[...] Credo che sia ormai palese a tutti noi che, se da un lato un mero laburismo parasindacale è
un limite al nostro agire, dall’altro non è più possibile derubricare dall’intervento sui commons l’elemento centrale del conflitto tra le classi, la cui attualità ce la ricordano proprio i principali avversari dei beni comuni, siano essi al vertice di gruppi finanziari, di grandi aziende o di governi nazionali e territoriali.
Tanto più di fronte all’attacco del governo Monti alla stabilità del contratto di lavoro e all’articolo 18, il popolo dei beni comuni non può mostrarsi impreparato e deve impegnarsi in una controffensiva che abbia come cardine la richiesta di abrogare tutti i contratti precari e di istituire, come correttamente chiede la piattaforma, un reddito di cittadinanza.
[che andrebbe basata sulla proposta della Basic Income Network http://www.bin-italia.org/article.php?id=1319 ]
Non perdiamo tempo, allora. Mettiamo in rete la piattaforma del Forum di Napoli ed apriamo una grande sottoscrizione in cui chi firma si impegna nel contempo a mettersi al lavoro dentro un grande cantiere sociale diffuso dell’alternativa, insieme a quanti altri lo faranno, a partire dagli stessi luoghi. Costruiamo dal basso una vera e propria Costituente dei beni comuni e del lavoro. Questa potrebbe
essere forse l’ultima occasione [...]&lt;/em&gt;

La riunione di Napoli ha i suoi limiti, (vedi a tale proposito
http://ciroma.info/approfondimenti/autoformazione/1035-il-bene-comune-la-comunita-e-de-magistris ) ma e&#039; un inizio dal quale partire, e inserirci fornendo il nostro contributo affinche si vada nella direzione a nostro parere corretta. Limiti che ha anche la riunione di Roma del 10-12/2 http://www.euroalter.com/IT/2012/per-una-ricostituente-europea/  http://www.euroalter.com/ppp/events/474/ ma all&#039;interno di tali movimenti e eventi a maggior ragione noi dovremmo essere presenti e attivi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mario, concordo, il rapporto con i movimenti e&#8217; un elemento cruciale per la Federazione della Sinistra.<br />
Alcuni movimenti non vanno al di la&#8217; di una ribellione, mentre altri &#8211; per fortuna &#8211; stanno cercando di definire una visione e una prospettiva politica. In particolare i movimenti che rivendicano i beni comuni, o il reddito base di cittadinanza. I o avverto la necessita&#8217; di una presenza nei movimenti, pur mantenendo le proprie autonomie, per comprendere meglio esigenze e bisogni, per contribuire ad una elaborazione e sviluppare azioni comuni. A partire dal tema dei beni comuni (materiali e digitali), che noi di Aurora, forse fra i primi,  da anni affrontiamo e riteniamo debba essere al centro di una azione politica, insiema alla capacita&#8217; di affrontare l&#8217;organizzazione del lavoro e del reddito nell&#8217;economia del XXI secolo (e magari anche porsi il problema di quanto e cosa produrre).<br />
Finalmente una riflessione in tal senso si sta cominciando ad aprire nella Federazione della Sinistra. Riporto quanto dice Massimo Rossi , portavoce della Federazione della sinistra, già sindaco di Grottammare e fondatore della rete del nuovo municipio. </p>
<p><em>Sarebbe assolutamente riduttivo limitarsi a [...] considerare i movimenti come soggetti con cui &#8220;mantenere il confronto&#8221; e non invece come attori protagonisti con cui condividere &#8220;istituzionalmente&#8221; e pariteticamente i processi decisionali. Invece di una lista civica nazionale o cose del genere, costruiamo sulla base della piattaforma di Napoli [a seguito delle riunione sui beni comuni del 28-29/1] e a partire da una rete capillare di forum locali, un grande movimento dei beni comuni e del lavoro.<br />
Sì, anche del lavoro. Non perché il lavoro non sia contemplato nella piattaforma (forse un po’ incidentalmente) o perché non sia anch’esso un bene comune che vorremmo demercificare.<br />
Ma perché in unmondo capitalistico imperniato sul paradigma della crescita illimitata, il tema enorme del &#8220;cosa, come e quanto produrre&#8221; diventa base fondativa, per qualsiasi azione di tutela dei beni comuni dalla distruzione e dalla privatizzazione.<br />
[...] Credo che sia ormai palese a tutti noi che, se da un lato un mero laburismo parasindacale è<br />
un limite al nostro agire, dall’altro non è più possibile derubricare dall’intervento sui commons l’elemento centrale del conflitto tra le classi, la cui attualità ce la ricordano proprio i principali avversari dei beni comuni, siano essi al vertice di gruppi finanziari, di grandi aziende o di governi nazionali e territoriali.<br />
Tanto più di fronte all’attacco del governo Monti alla stabilità del contratto di lavoro e all’articolo 18, il popolo dei beni comuni non può mostrarsi impreparato e deve impegnarsi in una controffensiva che abbia come cardine la richiesta di abrogare tutti i contratti precari e di istituire, come correttamente chiede la piattaforma, un reddito di cittadinanza.<br />
[che andrebbe basata sulla proposta della Basic Income Network <a href="http://www.bin-italia.org/article.php?id=1319" rel="nofollow">http://www.bin-italia.org/article.php?id=1319</a> ]<br />
Non perdiamo tempo, allora. Mettiamo in rete la piattaforma del Forum di Napoli ed apriamo una grande sottoscrizione in cui chi firma si impegna nel contempo a mettersi al lavoro dentro un grande cantiere sociale diffuso dell’alternativa, insieme a quanti altri lo faranno, a partire dagli stessi luoghi. Costruiamo dal basso una vera e propria Costituente dei beni comuni e del lavoro. Questa potrebbe<br />
essere forse l’ultima occasione [...]</em></p>
<p>La riunione di Napoli ha i suoi limiti, (vedi a tale proposito<br />
<a href="http://ciroma.info/approfondimenti/autoformazione/1035-il-bene-comune-la-comunita-e-de-magistris" rel="nofollow">http://ciroma.info/approfondimenti/autoformazione/1035-il-bene-comune-la-comunita-e-de-magistris</a> ) ma e&#8217; un inizio dal quale partire, e inserirci fornendo il nostro contributo affinche si vada nella direzione a nostro parere corretta. Limiti che ha anche la riunione di Roma del 10-12/2 <a href="http://www.euroalter.com/IT/2012/per-una-ricostituente-europea/" rel="nofollow">http://www.euroalter.com/IT/2012/per-una-ricostituente-europea/</a>  <a href="http://www.euroalter.com/ppp/events/474/" rel="nofollow">http://www.euroalter.com/ppp/events/474/</a> ma all&#8217;interno di tali movimenti e eventi a maggior ragione noi dovremmo essere presenti e attivi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3212 Volante Rossa, una storia da riscrivere di plunetto</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1821/comment-page-1#comment-3120</link>
		<dc:creator>plunetto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 21:52:55 +0000</pubDate>
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		<description>ho letto il libro di recente. credo che sia una storia , una parte significativa della nostra storia, su cui anche molti dei nostri militanti non ne hanno una conoscenza neanche minima. Il risultato é che la nostra mancanza di conoscenza dei fatti ha lasciato ai revisionisti lo spazio per darne una interpretazione falsa. Grazie per aver scritto questo libro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto il libro di recente. credo che sia una storia , una parte significativa della nostra storia, su cui anche molti dei nostri militanti non ne hanno una conoscenza neanche minima. Il risultato é che la nostra mancanza di conoscenza dei fatti ha lasciato ai revisionisti lo spazio per darne una interpretazione falsa. Grazie per aver scritto questo libro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3103 La crisi del liberismo di atena fulvo</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1782/comment-page-1#comment-2615</link>
		<dc:creator>atena fulvo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 11:03:50 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con quanto espresso. Finche’ accetteremo e daremo per normale e accettabile l’attuale accordo fra banche i governi europei che determinano le politiche dell’Unione Europea, permetteremo loro di fare profitti sulle rendite finanziarie, di creare debito pubblico e privato. Di far ripianare i debiti delle banche dallo stato aumentando ulteriormente il debito pubblico. Per poi usare il debito pubblico come pretesto per imporre politiche antipopolari, ossia togliere i diritti conquistati negli ultimi decenni. Con il pretesto del “debito pubblico insostenibile” maggioranze liberiste e opposizioni socialdemocratiche dei paesi europei si uniscono nel cancellare i diritti dei lavoratori, cancellare lo stato sociale e ridurre salari diretti indiretti e differiti. I diritti da togliere vengono imposti ai governi (ben felici di farselo imporre per non pagare le conseguenze politiche) dalla BCE (ossia dai suoi stakeholders, le banche centrali europee, che non sono altro che banche private). In altre parole il capitale decide come e quanto sfruttare i cittadini.
Segnalo a margine un video che mostra come avviene l&#039;emissione di moneta: http://www.youtube.com/watch?v=2PRRk-YM4rM&amp;feature=related</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con quanto espresso. Finche’ accetteremo e daremo per normale e accettabile l’attuale accordo fra banche i governi europei che determinano le politiche dell’Unione Europea, permetteremo loro di fare profitti sulle rendite finanziarie, di creare debito pubblico e privato. Di far ripianare i debiti delle banche dallo stato aumentando ulteriormente il debito pubblico. Per poi usare il debito pubblico come pretesto per imporre politiche antipopolari, ossia togliere i diritti conquistati negli ultimi decenni. Con il pretesto del “debito pubblico insostenibile” maggioranze liberiste e opposizioni socialdemocratiche dei paesi europei si uniscono nel cancellare i diritti dei lavoratori, cancellare lo stato sociale e ridurre salari diretti indiretti e differiti. I diritti da togliere vengono imposti ai governi (ben felici di farselo imporre per non pagare le conseguenze politiche) dalla BCE (ossia dai suoi stakeholders, le banche centrali europee, che non sono altro che banche private). In altre parole il capitale decide come e quanto sfruttare i cittadini.<br />
Segnalo a margine un video che mostra come avviene l&#8217;emissione di moneta: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2PRRk-YM4rM&#038;feature=related" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=2PRRk-YM4rM&#038;feature=related</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3016 Sulle elezioni amministrative di Maggio di Elezioni amministrative in Italia 2011 &#171; CIRCOLO PRC/SE VALLONIA</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1612/comment-page-1#comment-2502</link>
		<dc:creator>Elezioni amministrative in Italia 2011 &#171; CIRCOLO PRC/SE VALLONIA</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 20:37:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] &#8220;Sulle elezioni amministrative di maggio&#8220; &#8211; Articolo su AURORA n. 30, giugno-luglio 2011 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] &#8220;Sulle elezioni amministrative di maggio&#8220; &#8211; Articolo su AURORA n. 30, giugno-luglio 2011 [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3012 Unione Europea: Governi senza sovranità e giovani senza futuro di iskra</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1635/comment-page-1#comment-2376</link>
		<dc:creator>iskra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 12:58:15 +0000</pubDate>
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		<description>Vi ricordate le promesse della strategia di Lisbona?  Ossia il piano di sviluppo per i paesi dell’Unione per il periodo 2000-2010 che avrebbe dovuto fare dell’Unione &lt;i&gt;“la più dinamica e competitiva economia basata sulla conoscenza del mondo, capace di una crescita economica sostenibile con un numero maggiore e migliore di posti di lavoro, una maggiore coesione sociale e rispetto per l’ambiente, entro il 2010”.&lt;/i&gt;&lt;p&gt;Nell&#039;articolo di Aurora 1822&lt;b&gt;&quot;il “fallimento” della strategia di Lisbona: Europa 2020&quot;&lt;/b&gt;  &lt;a href=&quot;http://aurorainrete.org/wp/1822&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://aurorainrete.org/wp/1822&lt;/a&gt;il fallimento era ben previsto (spiace essere profeti di sventura): 
&lt;i&gt;&quot;si passa da una economia fondata principalmente sul lavoro (o meglio sul pluslavoro), che cessa di essere la misura del valore, ad una economia basta sulle rendite che diventano il nucleo del regime di accumulazione di ricchezza.&quot; &quot;Il declino dell’attività di produzione industriale e l’eclisse del lavoro come elemento fondamentale dell’attività economica nelle nostre società “occidentali” hanno un impatto sociale dirompente sull’organizzazione del lavoro e della vita.
Il rapporto di lavoro salariale formalizzato e sottoposto a regole e garanzie diventa residuale&quot; &quot;Le protezioni sociali vengono gradualmente dissolte, al contempo vengono fornite protezioni finanziarie pubbliche agli organismi finanziari “troppo grandi per fallire”.  L’individualizzazione, la frammentazione del lavoro, la precarizzazione delle condizioni di lavoro e del reddito, il prevalere della contrattazione individuale al posto di quella collettiva porta alla disgregazione e al disorientamento delle forme organizzative emerse dal capitalismo industriale, quali i sindacati concertativi e quei partiti che soffrono di una incapacità di fare una analisi marxista&quot;.&lt;/i&gt;
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che questo sia puntualmente avvenuto e&#039; sotto gli occhi di tutti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dopo aver ucciso l&#039;amministrazione pubblica dei paesi membri, la Commissione Europea - compiuto il lavoro sporco - e&#039; passata ad uccidere se stessa:&lt;/b&gt; e&#039; di oggi 29/6/2011 la bozza di cambio di statuto per i funzionari della Commissione.  Alcune misure: Innalzamento eta&#039; pensionabile a 65 anni; riduzione delle pensioni (anche per chi ha gia&#039; versato i contributi); aumento dei contributi per pensioni e sanita&#039;; taglio del 16% del sario per i non gia&#039; residenti; assunzione dei nuovi dipendenti (esclusi i dirigenti) solo con contratto precario; esternalizzazione ad agenzie private esterne dei lavori routinari; innalzamento orario di lavoro da 37.5h a 40h; tagli ai salari (esclusi quelli dei dirigenti che gia&#039; oltre i 15000 € vengono raddoppiati &lt;i&gt;&quot;per essere concorrenziali rispetto ai salari dei dirigenti privati&quot;&lt;/i&gt;); blocco assunzioni fino a raggiungere una riduzione del personale del 10%. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci sarebbe solo da dire: chi la fa l&#039;aspetti.&lt;/p&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate le promesse della strategia di Lisbona?  Ossia il piano di sviluppo per i paesi dell’Unione per il periodo 2000-2010 che avrebbe dovuto fare dell’Unione <i>“la più dinamica e competitiva economia basata sulla conoscenza del mondo, capace di una crescita economica sostenibile con un numero maggiore e migliore di posti di lavoro, una maggiore coesione sociale e rispetto per l’ambiente, entro il 2010”.</i>
<p>Nell&#8217;articolo di Aurora 1822<b>&#8220;il “fallimento” della strategia di Lisbona: Europa 2020&#8243;</b>  <a href="http://aurorainrete.org/wp/1822" rel="nofollow">http://aurorainrete.org/wp/1822</a>il fallimento era ben previsto (spiace essere profeti di sventura):<br />
<i>&#8220;si passa da una economia fondata principalmente sul lavoro (o meglio sul pluslavoro), che cessa di essere la misura del valore, ad una economia basta sulle rendite che diventano il nucleo del regime di accumulazione di ricchezza.&#8221; &#8220;Il declino dell’attività di produzione industriale e l’eclisse del lavoro come elemento fondamentale dell’attività economica nelle nostre società “occidentali” hanno un impatto sociale dirompente sull’organizzazione del lavoro e della vita.<br />
Il rapporto di lavoro salariale formalizzato e sottoposto a regole e garanzie diventa residuale&#8221; &#8220;Le protezioni sociali vengono gradualmente dissolte, al contempo vengono fornite protezioni finanziarie pubbliche agli organismi finanziari “troppo grandi per fallire”.  L’individualizzazione, la frammentazione del lavoro, la precarizzazione delle condizioni di lavoro e del reddito, il prevalere della contrattazione individuale al posto di quella collettiva porta alla disgregazione e al disorientamento delle forme organizzative emerse dal capitalismo industriale, quali i sindacati concertativi e quei partiti che soffrono di una incapacità di fare una analisi marxista&#8221;.</i>
</p>
<p>Che questo sia puntualmente avvenuto e&#8217; sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>
<b>Dopo aver ucciso l&#8217;amministrazione pubblica dei paesi membri, la Commissione Europea &#8211; compiuto il lavoro sporco &#8211; e&#8217; passata ad uccidere se stessa:</b> e&#8217; di oggi 29/6/2011 la bozza di cambio di statuto per i funzionari della Commissione.  Alcune misure: Innalzamento eta&#8217; pensionabile a 65 anni; riduzione delle pensioni (anche per chi ha gia&#8217; versato i contributi); aumento dei contributi per pensioni e sanita&#8217;; taglio del 16% del sario per i non gia&#8217; residenti; assunzione dei nuovi dipendenti (esclusi i dirigenti) solo con contratto precario; esternalizzazione ad agenzie private esterne dei lavori routinari; innalzamento orario di lavoro da 37.5h a 40h; tagli ai salari (esclusi quelli dei dirigenti che gia&#8217; oltre i 15000 € vengono raddoppiati <i>&#8220;per essere concorrenziali rispetto ai salari dei dirigenti privati&#8221;</i>); blocco assunzioni fino a raggiungere una riduzione del personale del 10%. </p>
<p>Ci sarebbe solo da dire: chi la fa l&#8217;aspetti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3012 Unione Europea: Governi senza sovranità e giovani senza futuro di superadmin</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1635/comment-page-1#comment-2374</link>
		<dc:creator>superadmin</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 12:53:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aurorainrete.org/wp/?p=1635#comment-2374</guid>
		<description>Poco dopo l&#039;uscita di questo articolo su Aurora,  sul quotidiano il fatto,  il  filosofo Alexis de Tocqueville (in realtà &lt;strong&gt;Vladimiro Giacchè&lt;/strong&gt;) nell&#039;articolo &lt;b&gt;&lt;i&gt;&quot;Quanto contano i cittadini nel decidere chi paga la crisi? La democrazia in Europa ai tempi della Grecia&quot; &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt; elabora una simile analisi e esprime (in modo più raffinato e incisivo) gli stessi concetti. Vi invito a leggere l&#039;articolo sul &lt;a href=&quot;http://pcieuropa.org/wp&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;blog del PCI-europa&lt;/a&gt;; l&#039;articolo si trova qui: &lt;a href=&quot;http://pcieuropa.org/wp/?p=612&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; http://pcieuropa.org/wp/?p=612 &lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Buona lettura&lt;/b&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poco dopo l&#8217;uscita di questo articolo su Aurora,  sul quotidiano il fatto,  il  filosofo Alexis de Tocqueville (in realtà <strong>Vladimiro Giacchè</strong>) nell&#8217;articolo <b><i>&#8220;Quanto contano i cittadini nel decidere chi paga la crisi? La democrazia in Europa ai tempi della Grecia&#8221; </i></b><b> elabora una simile analisi e esprime (in modo più raffinato e incisivo) gli stessi concetti. Vi invito a leggere l&#8217;articolo sul <a href="http://pcieuropa.org/wp" rel="nofollow">blog del PCI-europa</a>; l&#8217;articolo si trova qui: <a href="http://pcieuropa.org/wp/?p=612" rel="nofollow"> </a><a href="http://pcieuropa.org/wp/?p=612" rel="nofollow">http://pcieuropa.org/wp/?p=612</a> . <br />Buona lettura</b></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3005 I principi elementari della propaganda di guerra di atena fulvo</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1578/comment-page-1#comment-2373</link>
		<dc:creator>atena fulvo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 11:46:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aurorainrete.org/wp/?p=1578#comment-2373</guid>
		<description>&lt;b&gt;Ottimo questo articolo, un eccellente esempio e’ la menzogna degli stupri di massa che sarebbero avvenuti in Libia. Amnesty International, dopo una inchiesta di 3 mesi sul campo non ne ha trovato traccia. La notizia è apparsa - solo per un giorno e solo su il manifesto - il 25/6, grazie a Maurizio Matteuzzi (qui di seguito un estratto dell’articolo) Poi è stata “dimenticata” tanto è vero che Gheddafi è stato condannato per crimini contro l’umanità che non sono mai stati mai commessi.&lt;/b&gt;

&lt;b&gt;LIBIA/GHEDDAFI Stupri di massa “Amnesty: non abbiamo trovato le prove”&lt;/b&gt;
&lt;i&gt;i Maurizio Matteuzzi&lt;/i&gt;
Potrebbero non essere mai avvenuti gli strupri di massa attribuiti alle forze leali al colonnello Gheddafi, utilizzati per giustificare l&#039;attacco della Nato, denunciati da Hillary Clinton e dal procuratore Luis Moreno Ocampo come base della incriminazione di Gheddafi al Tribunale penale internazionale. È quanto emerge dall&#039;inchiesta di Amnesty condotta per tre mesi in Libia. 
[…]  doppio standard, l’ipocrisia, il livello sfacciato dimenzogne (sembra di essere tornati ai tempi del conflitto Serbia- Kosovo), o come minimo di unilateralità, con cui la «comunità internazionale », la «coalizione dei volenterosi» (con Sarkozy e Cameron in testa), l’Onu del pallido Ban Ki-moon, la Corte penale internazionale dello strabico procuratore Moreno Ocampo, la Nato, l’Italia (l’Italia dei penosissimi Berlusconi, Frattini, La Russa ma anche del presidenteNapolitano e del Pd) ha intrapreso tre mesi fa «la guerra umanitaria» e continua a giustificarla oggi. 
Vediamo. 
Gli stupri di massa commessi dalle forze del Colonnello, utilizzati per giustificare l&#039;attacco Nato e l’incriminazione di Gheddafi davanti alla Cpi, potrebbero (potrebbero) non essere mai avvenuti. 
Questa è la conclusione di un’inchiesta di tre mesi sul campo (Tripoli e Bengasi) condotta da Amnesty International. 
Donatella Rovera, l’inviata da AI, non è riuscita a trovare alcuna prova di queste violenze e abusi dei diritti umani, rilevando che «in alcuni casi» i ribelli di Bengasi avevano dichiarato il falso o manipolato prove. 
In tre mesi non è stato possibile &lt;i&gt;«trovare alcuna prova o una singola vittima di violenze sessuali, o un medico che ne fosse al corrente». &lt;/i&gt;
Anche Liesel Gerntholts, responsabile dei diritti femminili di HumanRightsWatch, dopo un&#039;inchiesta sulle accuse di violenze sessuali, ha detto di «non essere stata in grado di trovare alcuna prova». E la famosa storia del Viagra distribuito da Gheddafi ai suoi (come le «fosse comuni», i «10 mila morti a Tripoli»...)? Rovera scrive che la fonte erano i ribelli di Bengasi, che avevano mostrato ai giornalisti stranieri alcuni pacchetti di Viagra trovati su carri armati andati a fuoco, ma che i pacchetti stessi non mostravano bruciature.
Un paio di settimane fa il procuratore Moreno Ocampo ha basato le sue accuse contro Gheddafi sulla precisa strategia di «violentare chi è contro il governo» e la settimana scorsa il segretario di stato Usa Hillary Clinton ha parlato di «violenze sessuali» in Libia. Il rapporto di Amnesty combacia con quello di Sherif Bassiouni, il capo della commissione d’inchiesta Onu sulle violazioni dei diritti umani nel conflitto libico, che nel suo rapporto finale, il 9 giugno, aveva espresso gli stessi dubbi su una politica - gheddafiana, ovvio - di strupri di massa («tre casi» verificati), che aveva definito «una gigantesca isteria». 
&lt;b&gt;Vediamo ancora. &lt;/b&gt;
I famosi «mercenari » africani impiegati da Gheddafi contro gli insorti. Il rapporto di Amnesty critica il silenzio, e peggio, del Cnt di Bengasi al proposito. In realtà, secondo quanto ha potuto verificare sul campo, i «mercenari» africani (e quindi neri) «al servizio di Gheddafi» erano figure «mitiche», «lavoratori o gente che cercava lavoro», divenuti capri espiatori per indirizzare la rabbia della popolazione contro i migranti «in un contesto di forti sentimenti razzisti e xenofobi». 
E il rapporto firmato Bassiouni del 9 giugno, pur consacrato alle nefandezze delle forze gheddafiane verso la popolazione civile (migranti inclusi), ammoniva sulle «possibili violazioni dei diritti umani commesse dalle forze dell’opposizione, specialmente verso la popolazione immigrata residente in Libia». E raccontava del caso di un «mercenario » buttato da una finestra del tribunale di Bengasi (19 febbraio) e finito a colpi di machete e del caso della «esecuzione extra-giudiziale di 5 ciadiani» irrorati di kerosene e poi bruciati vivi (21 febbraio). 
Per concludere che i «presunti mercenari» erano indicati e perseguiti come tali «sulla base delle loro nazionalità o del colore della pelle».
Sarà che l’inglese The Independent e il francese Le monde che scrivono questo cose sono gheddafiani? 
&lt;b&gt;Vediamo ancora. &lt;/b&gt;
In un articolo sul Sole di ieri a commento dello sblocco delle riserve strategiche di petrolio da parte dell’occidente, Alberto Negri scrive che «il rapporto dei servizi francesi in visita a Bengasi e a Tripoli, redatto tra gli altri dall’ex capo del controspionaggio Yves Bonnet, è chiaro. La rivolta libica, si legge, anche con una certa sorpresa, &quot;non è né democratica né spontanea&quot;. Tra le motivazioni dell’intervento francese si riconoscono due punti: le ricchezze energetiche e la frustrazione della Francia di non aver saputo prevedere le rivolte arabe». 
&lt;b&gt;Vediamo ancora. &lt;/b&gt;
Medici senza frontiere, ieri per bocca di uno dei suoi direttori, Loris De Filippi, lamentando «l’incoerenza» dell’accordo del 17 giugno fra il governo italiano e il Cnt di Bengasi e «il doppio standard applicato dai paesi europei implicati in questa guerra», conclude che «è intollerabile che un paese impegnato nei bombardamenti in nome della protezione dei civili, contemporaneamente respinga le vittime della stessa guerra». 
Però tutto questo non importa. 
La guerra «per proteggere i civili» va e continuerà «fino alla caduta di Gheddafi», come ha giurato Sarkozy e hanno concordato all’unanimità ieri i leader del Consiglio Europeo a Bruxelles. 
[…]&lt;p&gt;
vedi anche
&lt;a href=&quot;http://www.indymedia.org.uk/en/2011/06/481209.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; indimedia &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/patrick-cockburn-lies-damn-lies-and-reports-of-battlefield-atrocities-2299701.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;the independent&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>Ottimo questo articolo, un eccellente esempio e’ la menzogna degli stupri di massa che sarebbero avvenuti in Libia. Amnesty International, dopo una inchiesta di 3 mesi sul campo non ne ha trovato traccia. La notizia è apparsa &#8211; solo per un giorno e solo su il manifesto &#8211; il 25/6, grazie a Maurizio Matteuzzi (qui di seguito un estratto dell’articolo) Poi è stata “dimenticata” tanto è vero che Gheddafi è stato condannato per crimini contro l’umanità che non sono mai stati mai commessi.</b></p>
<p><b>LIBIA/GHEDDAFI Stupri di massa “Amnesty: non abbiamo trovato le prove”</b><br />
<i>i Maurizio Matteuzzi</i><br />
Potrebbero non essere mai avvenuti gli strupri di massa attribuiti alle forze leali al colonnello Gheddafi, utilizzati per giustificare l&#8217;attacco della Nato, denunciati da Hillary Clinton e dal procuratore Luis Moreno Ocampo come base della incriminazione di Gheddafi al Tribunale penale internazionale. È quanto emerge dall&#8217;inchiesta di Amnesty condotta per tre mesi in Libia.<br />
[…]  doppio standard, l’ipocrisia, il livello sfacciato dimenzogne (sembra di essere tornati ai tempi del conflitto Serbia- Kosovo), o come minimo di unilateralità, con cui la «comunità internazionale », la «coalizione dei volenterosi» (con Sarkozy e Cameron in testa), l’Onu del pallido Ban Ki-moon, la Corte penale internazionale dello strabico procuratore Moreno Ocampo, la Nato, l’Italia (l’Italia dei penosissimi Berlusconi, Frattini, La Russa ma anche del presidenteNapolitano e del Pd) ha intrapreso tre mesi fa «la guerra umanitaria» e continua a giustificarla oggi.<br />
Vediamo.<br />
Gli stupri di massa commessi dalle forze del Colonnello, utilizzati per giustificare l&#8217;attacco Nato e l’incriminazione di Gheddafi davanti alla Cpi, potrebbero (potrebbero) non essere mai avvenuti.<br />
Questa è la conclusione di un’inchiesta di tre mesi sul campo (Tripoli e Bengasi) condotta da Amnesty International.<br />
Donatella Rovera, l’inviata da AI, non è riuscita a trovare alcuna prova di queste violenze e abusi dei diritti umani, rilevando che «in alcuni casi» i ribelli di Bengasi avevano dichiarato il falso o manipolato prove.<br />
In tre mesi non è stato possibile <i>«trovare alcuna prova o una singola vittima di violenze sessuali, o un medico che ne fosse al corrente». </i><br />
Anche Liesel Gerntholts, responsabile dei diritti femminili di HumanRightsWatch, dopo un&#8217;inchiesta sulle accuse di violenze sessuali, ha detto di «non essere stata in grado di trovare alcuna prova». E la famosa storia del Viagra distribuito da Gheddafi ai suoi (come le «fosse comuni», i «10 mila morti a Tripoli»&#8230;)? Rovera scrive che la fonte erano i ribelli di Bengasi, che avevano mostrato ai giornalisti stranieri alcuni pacchetti di Viagra trovati su carri armati andati a fuoco, ma che i pacchetti stessi non mostravano bruciature.<br />
Un paio di settimane fa il procuratore Moreno Ocampo ha basato le sue accuse contro Gheddafi sulla precisa strategia di «violentare chi è contro il governo» e la settimana scorsa il segretario di stato Usa Hillary Clinton ha parlato di «violenze sessuali» in Libia. Il rapporto di Amnesty combacia con quello di Sherif Bassiouni, il capo della commissione d’inchiesta Onu sulle violazioni dei diritti umani nel conflitto libico, che nel suo rapporto finale, il 9 giugno, aveva espresso gli stessi dubbi su una politica &#8211; gheddafiana, ovvio &#8211; di strupri di massa («tre casi» verificati), che aveva definito «una gigantesca isteria».<br />
<b>Vediamo ancora. </b><br />
I famosi «mercenari » africani impiegati da Gheddafi contro gli insorti. Il rapporto di Amnesty critica il silenzio, e peggio, del Cnt di Bengasi al proposito. In realtà, secondo quanto ha potuto verificare sul campo, i «mercenari» africani (e quindi neri) «al servizio di Gheddafi» erano figure «mitiche», «lavoratori o gente che cercava lavoro», divenuti capri espiatori per indirizzare la rabbia della popolazione contro i migranti «in un contesto di forti sentimenti razzisti e xenofobi».<br />
E il rapporto firmato Bassiouni del 9 giugno, pur consacrato alle nefandezze delle forze gheddafiane verso la popolazione civile (migranti inclusi), ammoniva sulle «possibili violazioni dei diritti umani commesse dalle forze dell’opposizione, specialmente verso la popolazione immigrata residente in Libia». E raccontava del caso di un «mercenario » buttato da una finestra del tribunale di Bengasi (19 febbraio) e finito a colpi di machete e del caso della «esecuzione extra-giudiziale di 5 ciadiani» irrorati di kerosene e poi bruciati vivi (21 febbraio).<br />
Per concludere che i «presunti mercenari» erano indicati e perseguiti come tali «sulla base delle loro nazionalità o del colore della pelle».<br />
Sarà che l’inglese The Independent e il francese Le monde che scrivono questo cose sono gheddafiani?<br />
<b>Vediamo ancora. </b><br />
In un articolo sul Sole di ieri a commento dello sblocco delle riserve strategiche di petrolio da parte dell’occidente, Alberto Negri scrive che «il rapporto dei servizi francesi in visita a Bengasi e a Tripoli, redatto tra gli altri dall’ex capo del controspionaggio Yves Bonnet, è chiaro. La rivolta libica, si legge, anche con una certa sorpresa, &#8220;non è né democratica né spontanea&#8221;. Tra le motivazioni dell’intervento francese si riconoscono due punti: le ricchezze energetiche e la frustrazione della Francia di non aver saputo prevedere le rivolte arabe».<br />
<b>Vediamo ancora. </b><br />
Medici senza frontiere, ieri per bocca di uno dei suoi direttori, Loris De Filippi, lamentando «l’incoerenza» dell’accordo del 17 giugno fra il governo italiano e il Cnt di Bengasi e «il doppio standard applicato dai paesi europei implicati in questa guerra», conclude che «è intollerabile che un paese impegnato nei bombardamenti in nome della protezione dei civili, contemporaneamente respinga le vittime della stessa guerra».<br />
Però tutto questo non importa.<br />
La guerra «per proteggere i civili» va e continuerà «fino alla caduta di Gheddafi», come ha giurato Sarkozy e hanno concordato all’unanimità ieri i leader del Consiglio Europeo a Bruxelles.<br />
[…]
<p>
vedi anche<br />
<a href="http://www.indymedia.org.uk/en/2011/06/481209.html" rel="nofollow"> indimedia </a></p>
<p>
<a href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/patrick-cockburn-lies-damn-lies-and-reports-of-battlefield-atrocities-2299701.html" rel="nofollow">the independent</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 2518 Le scuse del Papa sono vuote di nyc web hosting</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1073/comment-page-1#comment-2275</link>
		<dc:creator>nyc web hosting</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 23:03:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aurorainrete.org/wp/?p=1073#comment-2275</guid>
		<description>Some  genuinely  great  info  , Glad    I found  this.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Some  genuinely  great  info  , Glad    I found  this.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 2806 Marx in Egitto &#8211; Un’analisi delle rivolte del nord Africa e qualche appunto per il futuro di andrea78</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1486/comment-page-1#comment-1741</link>
		<dc:creator>andrea78</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 14:07:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aurorainrete.org/wp/?p=1486#comment-1741</guid>
		<description>Questo articolo vuole commentare ciò che sta accadendo in Nord Africa, ma sulla metà delle cose che ci sarebbero da dire, afferma che è troppo presto per esprimersi. Allora forse, quando non si hanno gli elementi sufficienti ad argomentare una propria presa di posizione, sarebbe necessario elaborare più approfonditamente le basi del proprio ragionamento prima di proporre una propria interpretazione dei fatti e, soprattutto, prima di trarne insegnamenti.
Mi sembra che qui si voglia far passare la mancanza di una connotazione di classe alle &quot;rivolte&quot; nordafricane, non tanto come il risultato di un&#039;analisi approfondita, quanto piuttosto come un pregiudizio. 
La classe non può essere oggi concepita come era in passato e non si può sostenere che non vi è una componente di classe nelle rivolte perché non vi erano in prima linea le bandiere rosse e i lavoratori erano solo &quot;accodati&quot;. Anche se la concezione della classe può modificarsi nel tempo, essa deve sempre restare la discriminante.

Inoltre ho delle forti perplessità rispetto al fatto che queste &quot;rivolte&quot; abbiano rovesciato davvero i precedenti regimi, questo per diversi motivi: 
- non hanno, in effetti, preso il potere anche e soprattutto per la mancanza di una coerente proposta alternativa; 
- è tutta da verificare la discontinuità politica dei nuovi &quot;regimi&quot; coi vecchi, al di là dei volti dei &quot;leader&quot;;
- l&#039;interclassismo delle rivolte è anch&#039;esso dato come dato di fatto, ma la cosa è discutibile.

Mi trova d&#039;accordo la perplessità riguardo al ruolo di internet e dei social network ed è utile ed interessante la notizia che Twitter non esista in arabo. Questa &quot;importanza che hanno avuto i social network nelle rivolte nordafricane&quot; è stata una roba su cui i media occidentali hanno spinto parecchio e certamente non è un caso. In effetti credo che tale ruolo vada enormemente ridimensionato. Non credo che twitter e facebook siano stati uno strumento indispensabile per ciò che è successo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo vuole commentare ciò che sta accadendo in Nord Africa, ma sulla metà delle cose che ci sarebbero da dire, afferma che è troppo presto per esprimersi. Allora forse, quando non si hanno gli elementi sufficienti ad argomentare una propria presa di posizione, sarebbe necessario elaborare più approfonditamente le basi del proprio ragionamento prima di proporre una propria interpretazione dei fatti e, soprattutto, prima di trarne insegnamenti.<br />
Mi sembra che qui si voglia far passare la mancanza di una connotazione di classe alle &#8220;rivolte&#8221; nordafricane, non tanto come il risultato di un&#8217;analisi approfondita, quanto piuttosto come un pregiudizio.<br />
La classe non può essere oggi concepita come era in passato e non si può sostenere che non vi è una componente di classe nelle rivolte perché non vi erano in prima linea le bandiere rosse e i lavoratori erano solo &#8220;accodati&#8221;. Anche se la concezione della classe può modificarsi nel tempo, essa deve sempre restare la discriminante.</p>
<p>Inoltre ho delle forti perplessità rispetto al fatto che queste &#8220;rivolte&#8221; abbiano rovesciato davvero i precedenti regimi, questo per diversi motivi:<br />
- non hanno, in effetti, preso il potere anche e soprattutto per la mancanza di una coerente proposta alternativa;<br />
- è tutta da verificare la discontinuità politica dei nuovi &#8220;regimi&#8221; coi vecchi, al di là dei volti dei &#8220;leader&#8221;;<br />
- l&#8217;interclassismo delle rivolte è anch&#8217;esso dato come dato di fatto, ma la cosa è discutibile.</p>
<p>Mi trova d&#8217;accordo la perplessità riguardo al ruolo di internet e dei social network ed è utile ed interessante la notizia che Twitter non esista in arabo. Questa &#8220;importanza che hanno avuto i social network nelle rivolte nordafricane&#8221; è stata una roba su cui i media occidentali hanno spinto parecchio e certamente non è un caso. In effetti credo che tale ruolo vada enormemente ridimensionato. Non credo che twitter e facebook siano stati uno strumento indispensabile per ciò che è successo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 2804 Libia, la sinistra italiana e l&#8217;incomprensione dell&#8217;imperialismo di atena fulvo</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1480/comment-page-1#comment-1697</link>
		<dc:creator>atena fulvo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 20:50:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aurorainrete.org/wp/?p=1480#comment-1697</guid>
		<description>Ottimo articolo.
La volontà di nascondere una guerra imperialista fa cadere nel ridicolo. 
Il tanto osannato Napolitano nel messaggio di auguri inviato al &quot;Manifesto&quot; (quotidiano fermissimo nel denunciare la guerra imperialista), nel 40 anniversario della sua fondazione, ha ribadito che «l’Italia, partecipando alle operazioni contro la Libia sulla base della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, non conduce una guerra nè per offendere la dignità di altri popoli, nè per risolvere controversie internazionali», ma «risponde a una richiesta delle Nazioni Unite». 
Gli idioti del PD promettono di sostenere l&#039;aggressione imperialista in parlamento e di fare da stampella al governo per bombardare, e di sostituirsi alla lega nel caso si dovesse votare.
SeL, inizialmente a favore, comincia a farsi dei calcoli e a scoprire che il suo elettorato e&#039; contrario, e allora cerca di prendere una posizione vaga.
Ma che schifo.
In questo schifo, unico brillante Tremonti (contrario), che propone di alzare le tasse dei carburanti per coprire i costi della guerra, rendendo espliciti i costi economici a tutti i cittadini colpendoli nel portafoglio (unica lingua che gli italioti comprendono).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo articolo.<br />
La volontà di nascondere una guerra imperialista fa cadere nel ridicolo.<br />
Il tanto osannato Napolitano nel messaggio di auguri inviato al &#8220;Manifesto&#8221; (quotidiano fermissimo nel denunciare la guerra imperialista), nel 40 anniversario della sua fondazione, ha ribadito che «l’Italia, partecipando alle operazioni contro la Libia sulla base della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, non conduce una guerra nè per offendere la dignità di altri popoli, nè per risolvere controversie internazionali», ma «risponde a una richiesta delle Nazioni Unite».<br />
Gli idioti del PD promettono di sostenere l&#8217;aggressione imperialista in parlamento e di fare da stampella al governo per bombardare, e di sostituirsi alla lega nel caso si dovesse votare.<br />
SeL, inizialmente a favore, comincia a farsi dei calcoli e a scoprire che il suo elettorato e&#8217; contrario, e allora cerca di prendere una posizione vaga.<br />
Ma che schifo.<br />
In questo schifo, unico brillante Tremonti (contrario), che propone di alzare le tasse dei carburanti per coprire i costi della guerra, rendendo espliciti i costi economici a tutti i cittadini colpendoli nel portafoglio (unica lingua che gli italioti comprendono).</p>
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		<title>Commenti su 2810 Il tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia di mariogab</title>
		<link>http://aurorainrete.org/wp/archives/1508/comment-page-1#comment-1691</link>
		<dc:creator>mariogab</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 10:49:47 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per quest&#039;altro ottimo libro che rivendica la memoria e il valore di questi compagni, che non deposero le armi dopo il 25 Aprile perché vedevano che, dopo le grandi feste della fine della guerra, i nazisti tedeschi erano stati cacciati, sì, ma i fascisti italiani continuavano a stare lì e rialzavano la testa e riprendevano potere, e non avevano pagato se non in minimissima parte i loro crimini, di assassini, di torture, di delazioni, di collaborazionismo.
Un libro molto bello che parla anch&#039;esso di quel periodo è quello di Vitaliano Ravagli, con i Wu Ming, &quot;Asce di guerra&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per quest&#8217;altro ottimo libro che rivendica la memoria e il valore di questi compagni, che non deposero le armi dopo il 25 Aprile perché vedevano che, dopo le grandi feste della fine della guerra, i nazisti tedeschi erano stati cacciati, sì, ma i fascisti italiani continuavano a stare lì e rialzavano la testa e riprendevano potere, e non avevano pagato se non in minimissima parte i loro crimini, di assassini, di torture, di delazioni, di collaborazionismo.<br />
Un libro molto bello che parla anch&#8217;esso di quel periodo è quello di Vitaliano Ravagli, con i Wu Ming, &#8220;Asce di guerra&#8221;.</p>
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